La Valle del Sorbo
Centro di equitazione di campagna

LA STORIA



La preistoria


I primi insediamenti umani vengono fatti risalire alla Media Eta` del Bronzo, attorno al 1500 A.C. favoriti dalla presenza di grossi bacini idrici come i laghi di Bracciano e di Martignano, e di terreni idonei per l'agricoltura e l'allevamento.

Testimonianza sono i ritrovamenti di necropoli, o di tombe isolate, di quel periodo.



La civilta` etrusca


Di rilevante importanza fu in seguito la civilta` Etrusca, con la costruzione di importanti citta` e di grandi opere urbanistiche, architettoniche, idrauliche e di disboscamento.

Vejo fu il principale centro economico, militare e religioso del tempo; con la necropoli, la piazza d'Armi, i Bagni della Regina arrivate fino ai nostri giorni.

Caratteristico di questi luoghi fu la costruzione di percorsi viari, le tagliate, stretti passaggi scavati nel tufo per garantire la difendibilita` della citta` e la percorribilita` durante le stagioni piovose.




Gli antichi romani


Nel quarto secolo A.C. comincia l'espansione della citta` di Roma, sconfiggendo gli Etruschi e deportando le popolazioni del territorio.

Sono di quel periodo insediamenti di poderi privati di ricchi cittadini romani, nuove opere di disboscamento e l'insediamento di coloni dediti alla viticoltura e l'olivicoltura, e' infatti dedicata al culto di Bacco un'area sacra, costruita sulla vetta piu' alta, Monte Razzano, che da` il nome alla sottostante vallata.

Dal secondo secolo A.C., e per tutta l'eta` imperiale, la via Cassia assume un sempre maggiore interesse militare, politico e commerciale, si moltiplicano le Ville residenziali patrizie con elementi architettonici di lusso (mosaici, intonaci dipinti), e la fattorie rurali con opere agricole come frantoi, cisterne, pozzi.

Ai tempi degli antichi Romani il Lazio era coltivato intensamente e forniva copiosi prodotti agricoli: non si potrebbe del resto concepire l'esistenza ed il progresso di Roma in tempi in cui i trasporti erano particolarmente difficili e costosi se intorno ad essa non si fosse svolta una zona di territorio intensamente coltivato.


Il medioevo


Dal terzo secolo d.C. con l'inizio del declino dell'Impero Romano, ed il diffondersi della malaria, le campagne attorno a Roma cominciarono ad essere abbandonate, e le coltivazioni un tempo floride lasciarono il posto alla paludi, che caratterizzeranno la campagna romana per un lungo tempo a seguire.

A seguito della caduta dell'Impero e del lento spopolamento delle campagne ha luogo un concentramento abitativo sulle alture, piu' facilmente difendibili, sia grazie alla loro posizione naturale, sia con l'edificazione di mura perimetrali e fossati.

Tra il quinto e sesto secolo d.C. vi e' il definitivo abbandono delle campagne, e l'allontanamento dei centri abitati dalle vie di comunicazioni, anche dovuto alle frequenti scorrerie ed invasioni di Ostrogoti, Visigoti, Longobardi, Franchi e Saraceni, e dalle epidemie e carestie che ne derivavano.

Le popolazioni rurali tendono a riunirsi in villaggi fortificati, e in castelli, sotto la protezione di un Signore, il Dominus, il quale legava i contadini alle sue proprieta`, mettendoli in uno stato di servitu'.

Dall'ottavo secolo il Papato inizia a governare questi territori, e c'e' un ritorno alla colonizzazione delle campagne, per la crescente necessita` di approvvigionamenti della citta` capitolina.

Nascono le Domuscultae, gruppi di villaggi con una o piu' chiese, con numerosi poderi variamente coltivati.

Ma, col sopravvenire dell'eta` feudale, verso il secolo XI, comincio' un periodo di nuovo e piu' grave decadimento.

Le terre vennero in potesta` di poche famiglie nobiliari, risorse il latifondo e torno' ad vigere un sistema quasi primitivo di sfruttamento agricolo, con periodi di ripetute carestie.

Il feudalesimo vide anche una forte espansione del brigantaggio, bande di ladri e di assassini, talvolta al soldo degli stessi baroni proprietari delle terre, imperversavano per le campagne, rendendo le strade insicure e pericolose ai mercanti, ai viaggiatori ed agli stranieri, si pensi che allora anche Firenze era un altro stato.

I briganti trovavano rifugio, tra l'altro, nelle forre e nelle macchie di Monte Lupoli, la localita` dove ora sorge il nostro centro.



L'eta' moderna


Con la riunificazione di Roma con l'Italia, dal 1870 in poi, si cominciarono a frammentare i latifondi restituendo le terre a chi le lavorava, a prosciugare le paludi, a regolare nuovamente i corsi d'acqua, ed a combattere la malaria, dando un nuovo impulso al lavoro nelle campagne.

I nostri giorni vedono ancora viva l'agricoltura e l'allevamento in queste zone, e nonostante non manchi un forte fenomeno di urbanizzazione e di relativa industrializzazione, ci si meraviglia per come la natura sia rimasta integra.

E' cosi' che mentre galoppiamo tra le rovine di Vejo, od in qualche altra necropoli, ci sentiamo un po' come se stessimo vivendo nel passato.



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